La Sanità e gli accertamenti della Guardia di Finanza
Ecco alcuni dati sugli interventi eseguiti dalla Guardia di Finanza in materia di reati,
per mancata applicazione dei Modelli 231/01.
- Interventi eseguiti: 1.219
- Soggetti segnalati: 1.555
- Sequestri in beni e denaro per: € 62.050.000
Fonte: Ultimo Rapporto Annuale GdF 2016
Ricordiamo, in breve, che il decreto legislativo 231/2001 ha introdotto la responsabilità dell'ente, qualificata come «amministrativa dipendente da reato». La società è responsabile per i reati commessi: dai vertici aziendali; da chi esercita, anche di fatto, funzioni di gestione e controllo (dirigenti sia di diritto sia di fatto); e da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza dei dirigenti indicati. La responsabilità dell'ente scatta per i reati commessi a vantaggio o con interesse della società e se non sono stati messi a punto modelli di organizzazione idonei a evitare gli illeciti. Si tratta quindi di una responsabilità non solo commissiva, ma anche di tipo omissivo per la società che non ha predisposto le misure necessarie a impedire i reati e non ha vigilato sugli addetti. Ed è lo stesso decreto 231 a indicare gli adempimenti necessari per evitare la responsabilità.
Il Modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231 ha la funzione quindi di rendere esimente l’ente,
nel caso di illeciti realizzati da persone fisiche nell’interesse o a vantaggio dell’ente medesimo.
Quello che forse non ci siamo mai soffermati a pensare è la sua utilità anche in un altro senso, ovvero come strumento per creare cultura ed evidenze documentali efficaci a difendersi dalle presunzioni di colpevolezza della Guardia di Finanza.
Secondo gli ultimi dati forniti dal Sole 24 Ore, sono oltre 8.000 le società iscritte nel registro degli indagati; di cui oltre il 90% dopo una verifica della Guardia di Finanza.
L’attenzione che la stessa pone su questa norma è molto rilevante, tanto da scrivere ben quattro volumi sulla materia, per ben 576 pagine. L’attenzione è posta in particolare su alcuni reati tipici, falso in bilancio, corruzione verso la Pubblica Amministrazione,riciclaggio, auto riciclaggio, reati sull’ambiente e sulla sicurezza sul lavoro.
Per evitare le sanzioni, l'impresa dovrà provare di aver sviluppato ed efficacemente attuato il modello organizzativo 231/01, con misure di gestione e controllo idonee a prevenire gli illeciti. A prevederlo sono le direttive impartite dalla Guardia di Finanza, con la già menzionata circolare 83607/2012 sui controlli alle imprese in caso di reati commessi dai vertici aziendali in base al Dlgs 231/2001.
La predisposizione del Modello correttamente predisposto, e la sua corretta ed efficace attuazione, sono quindi elementi essenziali, ad evitare catastrofiche situazioni per le società, che in non pochi casi, sono arrivati fino alla sua estinzione.
Per evitare responsabilità, l'impresa deve tenere presente che il giudice, durante il procedimento per un reato commesso da un soggetto di vertice della società, deve valutare il "sistema preventivo" eventualmente attuato dalla società, tenendo conto delle risultanze emerse nel corso dell'attività investigativa della polizia giudiziaria.
È quindi fondamentale che il modello organizzativo non solo sia stato redatto e contempli tutte le procedure per prevenire quel determinato reato, ma anche che sia stato concretamente applicato e, se necessario, aggiornato alla luce delle modifiche dell'organizzazione aziendale e della normativa.
Alcuni precedenti giurisprudenziali in Sanità legati alla mancata attuazione del Modello 231/01
Di seguito una serie di casi concreti, già in parte riportati in un precendete articolo, in cui l’Amministratore e la struttura sanitaria avrebbero potuto evitare l’iscrizione nel registro degli indagati e l’applicazione di pesati sanzione economiche e patrimoniali semplicemente adottando e attuando efficacemente il Modello di Controllo e Gestione Anticrimine, nel rispetto del D. Lgs. 231/01.
TRUFFA AGGRAVATA CONTINUATA E FALSO IDEOLOGICO CONTINUATO AGGRAVATO
- SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sentenza - 12 novembre 2008, n. 42166.
Arresti domiciliari nei confronti di V. A. in ordine ai reati di concorso in truffa aggravata continuata e di falso ideologico continuato aggravato per aver, nella sua qualità di dirigente presso la clinica convenzionata Santa Rita di Milano, in concorso con il socio e amministratore della clinica (P. F.) e i direttori sanitari indotto in errore l'ASL e la Regione Lombardia sulla regolarità dei rimborsi, attraverso l'indicazione di codici di DRG “con valorizzazioni superiori a quelle corrette …”
Il criterio della "colpa di organizzazione" fa sì che la struttura stessa sia responsabile per non avere predisposto il Modello 231/01. - Dal "CORRIERE DELLA SERA" – ARRESTATI DUE MEDICI PER TRUFFA (avrebbero disposto ricoveri della durata di tre giorni per una patologia i cui protocolli ne prevedono due….)
- Avviso di garanzia anche a don Luigi Verzé per responsabilità oggettiva.
La Guardia di Finanza ha sequestrato quasi tre milioni di euro. L’Ospedale San Raffaele ed il suo legale rappresentante don Luigi Verzé indagati per responsabilità oggettiva in relazioni ai reati: Alla fondazione San Raffaele i magistrati contestano di non aver predisposto il modello organizzativo (D. Lgs. 231/01) atto a prevenire la commissione di reati.
Rubrica a cura di:
Dott. Gian Luca Bucciarelli
Partner Cris S.r.l.
Responsabile Osservatorio Permanente
