LA SOPRAVVIVENZA DELLE STRUTTURE DI SPECIALISTICA AMBULATORIALE,
OPERANTI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE
Il DM sui nuovi LEA, prevede rispetto al precedente, l'erogazione di diverse prestazioni a carico del SSN, che prima non venivano erogate.
Su questa iniziativa governativa i giudizi di tutti, comprese tutte le Associazioni di categoria,è stato positivo, in quanto si consentiva a tutti i cittadini di accedere a nuove prestazioni che prima erano erogabili solo "a pagamento".
Insieme al DM sui nuovi LEA, doveva essere emanato anche il nuovo Nomenclatore Tariffario che, oltre a introdurre le tariffe per le nuove prestazioni, avrebbe dovuto rivedere le tariffe di tutte le prestazioni presenti nel nomenclatore vigente.
L'iter per raggiungere tale obbiettivo era stato concordato con il Ministero e prevedeva la costituzione di una Commissione permanente, composta da rappresentanti del Ministero della Salute, del MEF, delle Regioni e delle Associazioni di categoria. Questa commissione è stata convocata una sola volta un anno fa.
L'iter prevedeva inoltre un incarico, che è stato conferito, a seguito di un bando pubblico, alla Gergas-Bocconi per elaborare i costi di produzione delle prestazioni estrapolati da alcune Strutture di Specialistica Ambulatoriale operanti sul territorio nazionale,pubbliche e private,segnalate dalle Regioni e dalle Associazioni di categoria.
Nell'anno che è trascorso molto poco è è stato fatto rispetto all'iter concordato: la Commissione non è mai stata convocata, la Bocconi ha solo iniziato a raccogliere alcuni dati ma non ha elaborato nulla, Il Ministero della Salute, pensiamo in collaborazione con il MEF, esaminando i costi di quattro strutture di laboratorio che effettuano un numero di prestazioni ognuna che va dai 5 ai 9 milioni, ha elaborato una proposta di nuovo Nomenclatore Tariffario, che ci ha inviato, invitandoci entro dieci giorni a formulare le nostre osservazioni.
Va subito evidenziato che la quasi totalità di Strutture pubbliche e private di laboratorio eseguono un numero di prestazioni annue nettamente inferiore a quelle analizzate dal Ministero e che circa il 60% ne eseguono un numero uguale o inferiore alle 200mila.
Da una prima analisi del nuovo nomenclatore si evidenzia che la remunerazione di alcune prestazioni subisce riduzioni che arrivano al 70% e che la media delle riduzioni tarrifarie si attesta intorno al18%.
Pensiamo che sia intuibile che l'entrata in vigore di questo nuovo Nomenclatore tariffario avrebbe come immediata conseguenza il portare in negativo i bilanci sia delle strutture pubbliche che private.
Questo effetto inevitabilmente costringerà le strutture pubbliche a recuperare il disavanzo economico a scapito di tutte le altre prestazioni e le strutture private ad interrompere i contratti con il SSN.
Questo effetto inevitabilmente costringerà le strutture pubbliche a recuperare il disavanzo economico a scapito di tutte le altre prestazioni e le strutture private ad interrompere i contratti con il SSN.
Si giungerebbe cosi al paradosso che contemporaneamente si emana un DM che prevede un espansione delle prestazioni erogate a carico del SSN e nello stesso tempo si crea una situazione per la quale i cittadini incontreranno enormi, se non insormontabili, difficoltà ad accedere a tutte le altre prestazioni.
Abbiamo fatto presente questa assurda situazione, insieme a tutte le altre Associazioni di Categoria, al Ministro Lorenzin; informeremo tutti i Parlamentari e, attraverso comunicati stampa, tutti i cittadini.
Ci auguriamo che una mobilitazione generale possa portare a riconsiderare questo argomento, evitando cosi enormi disagi per i cittadini e le conseguenti ripercussioni occupazionali che ricadrebbero sui lavoratori di tutte le strutture che operano in questo settore.
Dr. Mauro Potestio
Presidente Nazionale Feder ANISAP
Dr. Mauro Potestio
Presidente Nazionale Feder ANISAP
